COMPOSIZIONE ARCHITETTONICA E URBANA 
Prof. STEFANIA RÖSSL
 

 

 

Noi cerchiamo di riflettere sull’essenza dell’abitare.
La vera crisi dell’abitare consiste nel fatto che i mortali sono sempre ancora in cerca dell’essenza dell’abitare, che essi devono anzitutto imparare ad abitare. Non può darsi che la sradicatezza dell’uomo consista nel fatto che l’uomo non riflette ancora per niente sull’autentica crisi dell’abitazione riconoscendola come la crisi?
Tuttavia, appena l’uomo riflette sulla propria sradicatezza, questa non è più una miseria. Essa invece, considerata giustamente e tenuta da conto, è l’unico appello che chiama i mortali all’abitare. 

Martin Heidegger

 

 

INSEGNAMENTI:

Composizione architettonica e urbana
Stefania Rössl

Progettazione esecutiva dell’architettura
Danila Longo 

Storia dell’abitare nella contemporaneità
Giovanni Leoni

Fotografia del paesaggio e dell’architettura
Massimo Sordi

Lettura del paesaggio antropologico

 

PROGETTI A.A. 2007|2008

Ahmedabad
Savignano
Varanasi


Varanasi Suraj Kund [2]

14 Luglio, 2008


 

                   [CECCARELLI*LONTANI]

*******************************************

              

    

  

   

 

  

 

 

            

 

 

          

 

progetti per Varanasi | Suraj Kund Area


Varanasi Suraj Kund [1]

13 Luglio, 2008


 

                [BARONIO*MAGALOTTI]


****************************************

    

        

 

    

 

    





progetti per Varanasi | Suraj Kund Area


 

AFFORDABLE, SUSTAINABLE & HUMANE HABITAT

 

 

1 hectare.
The area is a peculiar site inside the old city
where presence of water delineate the structure of community space.

 

[BARONIO*MAGALOTTI]

[CECCARELLI*LONTANI]

[DIONIGI*MISCIA*RAVAGLI]

[MAMBELLI*RANIERI]

città casa comunità

28 Maggio, 2008

Aldo Rossi sosteneva che “Per occuparci della residenza noi dobbiamo cercare di immaginare tutti i possibili modi di configurazione di questo fatto e tener conto di molteplici variabili. […] La proiezione del rapporto alloggio-famiglia si ha nel rapporto con la comunità di quartiere; da qui l’esigenza di costruire comunità programmate. Queste comunità orientano l’evoluzione della società.[…] Per poter costruire un modello tipologico di un alloggio di questo tipo, noi dobbiamo prima definire a quale standard di vita ci riferiamo; e la questione è difficilmente risolvibile dal momento che non esistono standard naturali; non esistono massimi o minimi naturali, ma massimi o minimi culturali poiché ogni standard rappresenta di fatto una relazione stabile tra diversi standard, ciascuno dei quali riferiti a diversi gruppi sociali.”*

A partire dal tema dell’identità e dalle relazioni di incertezza che essa suggerisce come principio di molteplicità, il Laboratorio di sintesi finale “I luoghi dell’abitare. Identità della residenza contemporanea” intende affrontare una riflessione sulle questioni relative all’insediamento degli uomini e giungere all’approfondimento dei temi legati all’abitazione, in contesto non esclusivamente europeo. In questo senso il corpus interdisciplinare dei corsi che compongono il Laboratorio propone saperi complementari volti al chiarimento, all’interno delle specificità disciplinari, di alcuni termini fondamentali. Verranno analizzati i concetti riferiti ai termini territorio, luogo e paesaggio; città, comunità e casa; identità urbana, progetto e qualità.

 

* A. Rossi, I problemi tipologici e la residenza, in Scritti scelti sull’architettura e la città 1956-1972,  a cura di R. Bonicalzi, Milano 1975.

identità culturale

22 Maggio, 2008

” Lo spazio e il tempo sono due sistemi di riferimento che permettono di pensare le relazioni sociali insieme o isolatamente. (…) Queste dimensioni non hanno altre proprietà che quelle dei fenomeni sociali su cui si fondano.”

Lévi-Strauss, Antropologia strutturale, Il saggiatore, Milano, 1980 (1958 ed. or.)

 

Nel presente coesistono la “contemporaneità” e le infinite stratificazioni del nostro passato, le cui tracce sono profondamente incise nelle molteplici dimensioni del paesaggio storico e culturale che ci contraddistingue. La cultura, straordinario intreccio di conoscenze e progettualità, fonda se stessa su incessanti attraversamenti della dimensione storica e geografica che aprono alla dimensione del presente. Essa si nutre di forme differenti che si moltiplicano all’infinito seguendo le nuove opportunità offerte dai sistemi di comunicazione e dalle nuove tecnologie.
Se una visione contestuale dell’architettura porterebbe a considerare come contemporaneo tutto ciò che il tempo ha sedimentato nell’ambito di una comunità insediata, l’attenzione a diversi contesti potrebbe facilitare la comprensione del presente così come far chiarezza sul nostro passato.
“Si conoscono, segretamente in Indonesia” scriveva Claude Lévi-Strauss, “società che credono a innumerevoli anime risiedenti in ciascun membro, in ciascun organo, in ciascuna giuntura del corpo dell’individuo. Il problema è allora quello di evitare che esse fuggano via, di vincere la loro tendenza costante alla dispersione. Solamente a condizione che esse restino insieme, infatti, l’individuo conserverà la sua identità”. 


Comparto PRU 3

AFFORDABLE, SUSTAINABLE & HUMANE HABITAT

 

L’area assunta come oggetto di studio si inserisce nel contesto del progetto di riqualificazione del percorso del Fiume Rubicone che a partire dalle prime colline ed attraversando il territorio comunale sfocia nell’Adriatico. Il progetto, denominato “Parco del Rubicone. Un ponte verso il mare”, proposto dal Comune di Savignano, mira alla ridefinizione ambientale ed architettonica delle aree edificate ed ancora libere interessate dal corso del Rubicone. Il valore storico del fiume e la necessità di migliorare le condizioni ambientali del territorio, spesso caratterizzato da aree disomogenee e prive di identità, hanno suggerito l’ipotesi di una conversione di vaste aree da destinarsi a Parco.

L’area del comparto PRU 3, che si affaccia sul fiume Rubicone a est, risulta delimitata a nord dalla linea ferroviaria e in direzione est-ovest dall’attuale tracciato della via Emilia. Se da un lato le aree che rientrano nel progetto di realizzazione del parco del Rubicone costituiscono un’importante occasione per la realizzazione di una estesa superficie verde che dialoghi con il tessuto urbano esistente dall’altro esse si configurano come strumenti utili alla riqualificazione dei manufatti e degli spazi pubblici previsti anche dal piano quadro per il centro storico.

L’ambito destinato al progetto unito al disegno delle aree verdi del parco costituisce dunque l’elemento primario di connessione, in prossimità del corso del fiume, dei tessuti insediativi di margine al centro storico e degli spazi pubblici di relazione.

La necessità è quella di realizzare un insediamento residenziale per nuclei famigliari di diverse fasce che si configuri come nuovo polo per la città. All’interno dell’area scelta ed in relazione ad esso si ipotizza a tale scopo il progetto di un centro culturale di arti visive destinato alla collettività. Il progetto, legato all’ambito locale, dovrà inevitabilmente garantire la fruizione da parte di un pubblico più vasto

Scopo dell’esercitazione è la lettura del nuovo contesto sociale che conduce alla comprensione dello spazio vitale pubblico e privato in cui la comunità possa riconoscersi. La necessità di ridefinire l’accessibilità all’area, gli spazi della sosta, le relazioni tra spazio pubblico e privato porteranno alla scelta di strutture tipologiche residenziali atte a favorire le relazioni sociali della collettività.                 

 

EXTENDED AREA

6 hectares. The area is a peculiar site inside the old city where presence of water delineate the structure of community space.

Residential area

3 hectares Low-density urbane zones. Evolving a affordable housing prototype to rehabilitate the urban settlement.

Support facilities

1,5 hectares
Exhibition gallery
Auditorium
Center of art
Amphitheater 200 persons
Market place 

RESIDENTIAL AREA

Residential units
Density: 35/70 dwellings/hectare
Rehabilitation of approximately 100/200 Economically Weaker Families

45/90 sq mt. per unit including structure, toilets and building services, max. 4 floors
Units should have possibility of growth and future expansion
Built up area excludes terraces, balconies, verandah, courtyard.
Living + Dining Space
Kitchen
Bedrooms
terraces
Bathrooms

 

 

aree di progetto: Varanasi

17 Maggio, 2008

 

Suraj Kund area

AFFORDABLE, SUSTAINABLE & HUMANE HABITAT

L’area assunta come oggetto di studio si colloca all’interno della città antica, tra i quartieri di Dasashwamedha e Goudalia. Il tessuto urbano, particolarmente denso è caratteristico della struttura della città di Varanasi che si distingue per il suo sviluppo esclusivamente lungo la sponda sinistra del fiume Gange, rivolta ad est, al levare del sole. Acqua e sole, elementi che assumono un valore sacro in questo luogo, si configurano come riferimenti vitali per la città. La necessità per l’uomo di rapportarsi alla natura mediante specifici rituali che vedono la presenza dell’acqua e del sole, ha portato alla realizzazione di precisi dispositivi architettonici atti a favorire tale relazione. Tipiche delle zone aride dell’India ma anche delle aree sacre dei grandi templi del sud le cisterne (kund, tank, baoli, wav…), bacini di raccolta dell’acqua ad uso civile e sacro, sono presenti anche a Varanasi, città del tutto rivolta al fiume da cui trae origine.

Situata a nord-ovest della città la Suraj kund o Cisterna del Sole, deriva il suo nome dalla presenza di un piccolo padiglione-tempio collocato nei suoi pressi. Il sole, suraj o suraj narayan, anticamente venerato dalle popolazioni arya insediate a Kashi, letteralmente città della luce o la luminosa, nella sua forma naturale è riconoscibile ancora oggi attraverso forme simboliche scolpite nella pietra. In molte parti della città è infatti rintracciabile, sotto forme differenti, l’espressione di tali simboli.

La presente esercitazione si prefigge di ridefinire l’area interessata dalla presenza della kund attraverso l’elaborazione di un progetto che miri alla riqualificazione dell’intero sito, a partire dalla rifunzionalizzazione della grande vasca.

Un tempo utilizzata per abluzioni purificatorie l’acqua contenuta nella grande cisterna possedeva caratteristiche taumaturgiche e terapeutiche, a tale scopo il luogo veniva frequentato da migliaia di pellegrini che trovavano ospitalità nei pressi dello spazio sacro.

L’attuale assetto manifesta caratteristiche di totale degrado sia nella struttura architettonica di contenimento che nel controllo delle condizioni dell’acqua presente al suo interno che, utilizzata soltanto per l’abbeveraggio degli animali, ha completamente perduto le originarie caratteristiche funzionali e simboliche.

Scopo dell’esercitazione è la lettura del contesto sociale e architettonico del sito finalizzata alla formulazione di ipotesi utili alla comprensione dello spazio vitale, pubblico e privato, in cui la comunità possa riconoscersi. La necessità di ridefinire l’accessibilità all’area, gli spazi dedicati alla sosta, i luoghi dei riti, l’interpretazione dell’elemento della soglia, le relazioni tra spazio pubblico e privato porteranno alla scelta di strutture tipologiche residenziali atte a favorire le relazioni sociali della collettività. In tal modo dal disegno dello spazio privato della casa, destinato ai singoli nuclei famigliari, o dalla definizione della casa collettiva, destinata alle famiglie dei pellegrini che necessitano di essere ospitati in città, verranno dedotti i principi utili alla riqualificazione spaziale e funzionale dell’attuale spazio pubblico.

EXTENDED AREA

1 hectare. The area is a peculiar site inside the old city where presence of water delineate the structure of community space.

Residential area

High-density urbane zones. Some interventions on historic fabric are included here. Evolving a affordable housing prototype to rehabilitate the urban settlement.

Academic functions

Pre-primary school
Vocational training hall

Support facilities

Piligrims guest house (rooms, canteen, dressing room, meditation spaces, meeting hall)
Spaces for music
Market place

RESIDENTIAL AREA

Residential units
Density: 200/400 dwellings/hectare
Rehabilitation of approximately 200/400 Economically Weaker Families

45/90 sq mt. per unit including structure, toilets and building services, max. 4 floors
Units should have possibility of growth and future expansion
Built up area excludes terraces, balconies, verandah, courtyard.
Living + Dining Space
Kitchen + wash area for kitchen
Bedroom
Verandah / terraces
1 General Toilet, Separate W.C. and Bathroom, 1 Basin Space
Commercial space 

india_labblog

17 Maggio, 2008

alma mater studiorum università di bologna / facoltà di architettura ‘aldo rossi’  

LABORATORIO DI SINTESI FINALE “I LUOGHI DELL’ABITARE.
IDENTITA’ DELLA RESIDENZA CONTEMPORANEA” 

Prof. Stefania Rössl, progettazione architettonica e urbana
Prof. Giovanni Leoni, storia dell’abitare nella contemporaneità 
Prof. Massimo Sordi, fotografia dell’architettura e del paesaggio
Prof. Piero Zanini, lettura del paesaggio antropologico
Prof. Danila Longo, progettazione esecutiva dell’architettura
Tutor: Arch. Raffaella Sacchetti