The Sabarmati Riverfront Project, Ahmedabad
18 Giugno, 2008
The Sabarmati Riverfront Project is rapidly assuming shape on the banks of the historical Sabarmati river from where Mahatma Gandhi launched his freedom movement.
The first phase of the project is completed while the second phase has already been initiated. The first phase has witnessed an investment of Rs.250 crores. The major work undertaken include the constuction of 2 feet thick and 40-55 feet deep ‘Diaphragm’ to seperate 30 feet wide walkway or Promenade. Almost 70% work on laying the intercepter sewers on either side has been completed. These sewers would transfer the sewage from the city to the sewage treatment plants, thereby keeping the rive clean.
The land is expected to be available for development by April 2009. Around 28% of the land will be utilised for construction of roads, 26% for gardens and 22% for sale for development of commercial and residential purposes.
The total investment in the two phases is expected to reach Rs.700 crores. The investment is self-financed, hence the expenditure is to be met by selling portion of the reclaimed land for commercial, recreational and residential purposes.
MICROCOSMI. Comunità srilankesi in Italia.
18 Giugno, 2008
di Annalisa Cimmino
“L’uomo è un universo in miniatura e l’universo un corpo vivente gigantesco: il cosmo è simile a un uomo immenso e l’uomo simile a un piccolo cosmo – affermano i sufi.” Kabir
Ho iniziato di recente ad indagare la comunità srilankese a Napoli e Milano, le città in cui vivo. Ho imparato a conoscere la loro cultura, dove la religione è il principale momento di aggregazione, i riferimenti e gli stimoli di cui si nutrono, le attività che svolgono, gli oggetti, i rituali, il microcosmo che ricreano lontano dalla loro terra.
Ho trovato in questo popolo, oltre che disponibilità a raccontarsi e farsi conoscere, una grande capacità di stare uniti, aggrappandosi alle proprie radici per vivere in terra straniera, perpetuando abitudini e tradizioni di cui è intessuta la loro vita.
Nel tempio si ritrovano, festeggiano, fanno amicizia; al monaco si rivolgono come guida per affrontare ogni tipo di difficoltà.
Con questo lavoro documento le forme di radicamento di questa comunità in Italia, il modo in cui riesce a vivere e rappresentarsi, il difficile ma profondo processo di integrazione, i colori, il silenzio, l’ordine e la sensibilità di un popolo che conosciamo solo superficialmente e del quale ho voluto dare testimonianza.
Parte di questo lavoro è attualmente esposta presso la mostra ‘Casa per tutti’,
Triennale di Milano, 23 Maggio – 14 Settembre 08.
in India
15 Giugno, 2008
L’india non è entrata in me attraverso la mente, ma attraverso gli occhi, le orecchie e tutti i sensi. Ho parlato del mio sbarco a Bombay una mattina di oltre quarant’anni fa: respiro ancora l’aria umida, vedo la folla nelle strade, ricordo i colori brillanti dei sari, il brusio delle voci, la mia meraviglia davanti al Trimurti dell’Isola di Elephanta. Ho anche fatto qualche veloce riferimento alla cucina, a cui devo una prima piccola intuizione che m’insegnò di più, sull’India, di un intero trattato: capii che il suo segreto non sta nell’essere una mescolanza di sapori, ma una gradazione fatta di contrasti e unioni al tempo stesso violenti e sottili. E’ una logica che regge quasi tutte le creazioni indiane. Non la successione, come in occidente, ma la congiunzione.
Octavio Paz, In India
fotografie di Massimo Sordi
Indiana
14 Giugno, 2008
Il nuovo libro di Mariella Gramaglia verrà presentato il 30 giugno alla sala Sampa estera di Roma. La presentazione è alle ore 17, in via dell’Umiltà 83 c. I relatori: Giuliano Amato, Guglielmo Epifani, Emma Fattorini, Marina Forti, Elisabetta Rasy.
Un proverbio indiano recita: «qualunque cosa tu dica dell’India, è sempre vero anche il suo contrario». Schiacciati da tanta complessità, noi occidentali abbiamo spesso scelto di racchiudere un oceano sconfinato di differenze nelle piccole ampolle dei nostri stereotipi. La spiritualità esercitata fino allo sfinimento, il fatalismo arreso di fronte al dolore di vivere, il furore primitivo delle mille rivolte di comunità e gruppi religiosi, la povertà estrema sopportata dagli umili e inflitta dai potenti come un destino. Finché, con gli anni novanta, ecco farsi strada prepotentemente nell’immaginario occidentale l’ultimo dei clichés: l’India sfavillante, l’India che cresce, l’India del Pil da primato, la terra delle stelle di Bollywood, dei miliardari in dollari, dei supermanager dell’informatica neppure trentenni. Un’immensa minoranza, di oltre cento milioni di persone, fa tendenza nel mondo. Ma intanto, l’altra India, quella degli ottocento milioni di esseri umani che vivono con un dollaro al giorno, quella dell’analfabetismo femminile di poco inferiore al 50%, è rimasta uguale a se stessa? Mariella Gramaglia è vissuta un anno nel subcontinente. Dopo un lungo impegno nel femminismo, nella politica italiana e nelle istituzioni, ha scelto di dedicarsi a progetti di solidarietà e di promozione dei diritti. Lavora in Gujarat, con Sewa (Self Employed Women’s Association), l’unico sindacato autonomo di donne nel mondo che conta un milione di iscritte, e in Tamil Nadu, dove ferve la ricostruzione dopo lo tsunami. Il suo è un diario di vita, di ricerca, di lavoro. Attraverso incontri, sguardi di donne e uomini, vicende pubbliche e dettagli della vita quotidiana, cerca di saggiare la temperatura del suo legame con l’India e della sua comprensione di quel mondo. Non nega né la modernità, né la speranza, ma le affida, più che alla borsa di Mumbai, al coraggio delle tante e dei tanti che si battono per la loro dignità.
Mariella Gramaglia, giornalista e studiosa del movimento delle donne, è stata direttrice di «Noi Donne» e ha alle spalle una vasta esperienza politica e di amministratrice, dapprima come parlamentare e poi come assessore alle politiche per la semplificazione e le pari opportunità del Comune di Roma. Dal 2007 ha lasciato l’Italia per svolgere in India un lavoro di cooperazione internazionale in difesa dei diritti delle donne nell’ambito di un progetto coordinato dalla Cgil.
percorsi sonori tra oriente ed occidente
10 Giugno, 2008
DUO TOFANI e IRIONDO

mercoledì 18 giugno ore 21:00
GAT DE PORT, Cattolica ( RN )
Via Caboto, 6
Nuova Darsena
… una magnifica serata sulle note del DUO TOFANI e IRIONDO
Dopo trenta anni di silenzio Paolo Tofani (ex chitarrista degli AREA) ritorna sui palchi d’ Italia con un progetto musicale d’avanguardia insieme all’eclettico Xabier Iriondo (ex afterhours, uncode duello, juan mordecai ecc).
Il progetto si basa sull’incontro che si crea tra Paolo Tofani e Xabier Iriondo: quasi trenta anni di differenza, differenti background e percorsi ma con un saccodi cose in comune.
Il concerto si snoderà attraverso mondi acustici,elettroacustici ed elettronici, utilizzando per lo più strumenti insoliti, reinventati o creati di sana pianta; ci saranno brani scritti e parti totalmente improvvisate.
Water and Architecture in Indian Subcontinent
10 Giugno, 2008
Water and Architecture in Indian Subcontinent
Tradition and innovation
Prof. Researcher Stefania Rössl
University of Bologna Italy – Faculty of Architecture
Sub theme Rethinking Architecture
15 July 2007
Infinite repetition characterizing an Indian existence serves as inspiration for a vision based on figures taken from everybody reality, fixed images that observe the landscape around them, conscious of being part of it. Immobile, static, hieratic presences that merge with the cyclic motion of nature and its very existence within the city.
It is sometimes hard to distinguish animate from inanimate in these places where searching for a polished stone corresponds to researching the origin of life and where every object exists in its symbolic essence.
Everyday existence only knows present time, and lives it with constancy through the sign of a past memory, that is also future. The present not only lives on fragments and instants, but optains support from past experiences that suggest what is to come. The metropolises appear in the name of different occupations, they do not conceal but declare their strata, underscoring the succession of uninterrupted contemporariness. Everything becomes the building blocks of a possible tomorrow, and this becomes evident to anyone who stroll through the winding alleys of the old towns and venture into the labyrinthine itineraries between the dwellings, shreds of public spaces that teem with everything and everyone. Abandoning oneself to the image of the city therefore means to be able to capture a vision on an everyday existence that yearns to communicate.
The city takes the form of an immense container with ephemeral borders, a stage where persons and objects may interrelate. The outwards appearance of every object conceals significances that evoke others, suggesting a multiple reading that corresponds to the very idea of divinity.
Element of water has in India, more than other countries, universal significance and symbolic values that step to an identification of some significant places.
This proposal set some questions: how the character of a place consecrate to the water today could step upon conservation, transformation or rehabilitation of some contexts, defining new models to come upon natural and urban landscape; how some architectures for water, traditional reference and needs for past communities, could now gets new configurations for the contemporary settlements and their social spaces.
Theme of architecture for water gets an accurate configuration and identity in Indian Subcontinent where climatic conditions cause long periods of drought, and had produced numerous stepwells and tanks, necessary water supply, located in the desertic Regions of Gujarat, Rajasthan and Haryana.
These are monumental architectures built from XI to XX century, where could be search, better than other typologies, laws that regulate relationship between Natura et Artificium.
Studying archetips and images from the ancient times, one could focuse closer link from architecture and water; this research propose a study of buildings series where formal structures is very close to their functions.
Typologic studies point out relationships between architectural and symbolic matrix, form and function, and materials and techniques.
Architecture-cuttings become original condition to build, and shows inside-outside relationships, where earth-line and architectural drawing find its essential root into hypogeal dimension.
Some selected examples are necessary to thematic reflections on element-water, on relationship between water and architecture, on possibilities of build “places to stay” around water.

























