città casa comunità
28 Maggio, 2008
Aldo Rossi sosteneva che “Per occuparci della residenza noi dobbiamo cercare di immaginare tutti i possibili modi di configurazione di questo fatto e tener conto di molteplici variabili. […] La proiezione del rapporto alloggio-famiglia si ha nel rapporto con la comunità di quartiere; da qui l’esigenza di costruire comunità programmate. Queste comunità orientano l’evoluzione della società.[…] Per poter costruire un modello tipologico di un alloggio di questo tipo, noi dobbiamo prima definire a quale standard di vita ci riferiamo; e la questione è difficilmente risolvibile dal momento che non esistono standard naturali; non esistono massimi o minimi naturali, ma massimi o minimi culturali poiché ogni standard rappresenta di fatto una relazione stabile tra diversi standard, ciascuno dei quali riferiti a diversi gruppi sociali.”*
A partire dal tema dell’identità e dalle relazioni di incertezza che essa suggerisce come principio di molteplicità, il Laboratorio di sintesi finale “I luoghi dell’abitare. Identità della residenza contemporanea” intende affrontare una riflessione sulle questioni relative all’insediamento degli uomini e giungere all’approfondimento dei temi legati all’abitazione, in contesto non esclusivamente europeo. In questo senso il corpus interdisciplinare dei corsi che compongono il Laboratorio propone saperi complementari volti al chiarimento, all’interno delle specificità disciplinari, di alcuni termini fondamentali. Verranno analizzati i concetti riferiti ai termini territorio, luogo e paesaggio; città, comunità e casa; identità urbana, progetto e qualità.
identità culturale
22 Maggio, 2008
” Lo spazio e il tempo sono due sistemi di riferimento che permettono di pensare le relazioni sociali insieme o isolatamente. (…) Queste dimensioni non hanno altre proprietà che quelle dei fenomeni sociali su cui si fondano.”
Lévi-Strauss, Antropologia strutturale, Il saggiatore, Milano, 1980 (1958 ed. or.)
Nel presente coesistono la “contemporaneità” e le infinite stratificazioni del nostro passato, le cui tracce sono profondamente incise nelle molteplici dimensioni del paesaggio storico e culturale che ci contraddistingue. La cultura, straordinario intreccio di conoscenze e progettualità, fonda se stessa su incessanti attraversamenti della dimensione storica e geografica che aprono alla dimensione del presente. Essa si nutre di forme differenti che si moltiplicano all’infinito seguendo le nuove opportunità offerte dai sistemi di comunicazione e dalle nuove tecnologie.
Se una visione contestuale dell’architettura porterebbe a considerare come contemporaneo tutto ciò che il tempo ha sedimentato nell’ambito di una comunità insediata, l’attenzione a diversi contesti potrebbe facilitare la comprensione del presente così come far chiarezza sul nostro passato.
“Si conoscono, segretamente in Indonesia” scriveva Claude Lévi-Strauss, “società che credono a innumerevoli anime risiedenti in ciascun membro, in ciascun organo, in ciascuna giuntura del corpo dell’individuo. Il problema è allora quello di evitare che esse fuggano via, di vincere la loro tendenza costante alla dispersione. Solamente a condizione che esse restino insieme, infatti, l’individuo conserverà la sua identità”.









Casa per tutti
19 Maggio, 2008
Triennale di Milano
23 Maggio – 14 Settembre 08
L’idea sostanzialmente è di affiancare a una mostra per “esempi” storici, una sezione sulla contemporaneità che presenti e spieghi tutte le più diverse soluzioni di un abitare temporaneo, dalle case d’emergenza alle case autoprodotte, a quelle per utenti speciali (case per studenti, case per ragazze, case per nomadi, case per operai, la casa-abito, etc,), comprese le investigazioni di artisti che hanno posto tale tema al centro del loro lavoro.
La mostra – che in realtà sarà un laboratorio di nuove proposte- pone al centro i nuovi bisogni che emergono dalle domande di socialità di comunità o singoli espropriati degli elementari diritti all’abitare che Zygmunt Barman ha definito in un suo recente studio le “vite di scarto”. Si vuole insomma dare una risposta progettuale – e propositiva – al bollettino di guerra scandito quotidianamente dalle cronache delle nostre città, dalla rivolta delle banlieu francesi alla caccia al rom delle nostre.
info 22 maggio
19 Maggio, 2008

Per proseguire il viaggio tra le culture vi chiediamo di postare i vostri lavori in questa piattaforma globale.
Per farlo vi chiediamo di aprire un blog come quello che state leggendo ora entro mercoledì 28 maggio. Seguite le istruzioni.
aree di progetto: Varanasi
17 Maggio, 2008
Suraj Kund area
AFFORDABLE, SUSTAINABLE & HUMANE HABITAT
L’area assunta come oggetto di studio si colloca all’interno della città antica, tra i quartieri di Dasashwamedha e Goudalia. Il tessuto urbano, particolarmente denso è caratteristico della struttura della città di Varanasi che si distingue per il suo sviluppo esclusivamente lungo la sponda sinistra del fiume Gange, rivolta ad est, al levare del sole. Acqua e sole, elementi che assumono un valore sacro in questo luogo, si configurano come riferimenti vitali per la città. La necessità per l’uomo di rapportarsi alla natura mediante specifici rituali che vedono la presenza dell’acqua e del sole, ha portato alla realizzazione di precisi dispositivi architettonici atti a favorire tale relazione. Tipiche delle zone aride dell’India ma anche delle aree sacre dei grandi templi del sud le cisterne (kund, tank, baoli, wav…), bacini di raccolta dell’acqua ad uso civile e sacro, sono presenti anche a Varanasi, città del tutto rivolta al fiume da cui trae origine.

Situata a nord-ovest della città la Suraj kund o Cisterna del Sole, deriva il suo nome dalla presenza di un piccolo padiglione-tempio collocato nei suoi pressi. Il sole, suraj o suraj narayan, anticamente venerato dalle popolazioni arya insediate a Kashi, letteralmente città della luce o la luminosa, nella sua forma naturale è riconoscibile ancora oggi attraverso forme simboliche scolpite nella pietra. In molte parti della città è infatti rintracciabile, sotto forme differenti, l’espressione di tali simboli.
La presente esercitazione si prefigge di ridefinire l’area interessata dalla presenza della kund attraverso l’elaborazione di un progetto che miri alla riqualificazione dell’intero sito, a partire dalla rifunzionalizzazione della grande vasca.
Un tempo utilizzata per abluzioni purificatorie l’acqua contenuta nella grande cisterna possedeva caratteristiche taumaturgiche e terapeutiche, a tale scopo il luogo veniva frequentato da migliaia di pellegrini che trovavano ospitalità nei pressi dello spazio sacro.
L’attuale assetto manifesta caratteristiche di totale degrado sia nella struttura architettonica di contenimento che nel controllo delle condizioni dell’acqua presente al suo interno che, utilizzata soltanto per l’abbeveraggio degli animali, ha completamente perduto le originarie caratteristiche funzionali e simboliche.
Scopo dell’esercitazione è la lettura del contesto sociale e architettonico del sito finalizzata alla formulazione di ipotesi utili alla comprensione dello spazio vitale, pubblico e privato, in cui la comunità possa riconoscersi. La necessità di ridefinire l’accessibilità all’area, gli spazi dedicati alla sosta, i luoghi dei riti, l’interpretazione dell’elemento della soglia, le relazioni tra spazio pubblico e privato porteranno alla scelta di strutture tipologiche residenziali atte a favorire le relazioni sociali della collettività. In tal modo dal disegno dello spazio privato della casa, destinato ai singoli nuclei famigliari, o dalla definizione della casa collettiva, destinata alle famiglie dei pellegrini che necessitano di essere ospitati in città, verranno dedotti i principi utili alla riqualificazione spaziale e funzionale dell’attuale spazio pubblico.
EXTENDED AREA
1 hectare. The area is a peculiar site inside the old city where presence of water delineate the structure of community space.
Residential area
High-density urbane zones. Some interventions on historic fabric are included here. Evolving a affordable housing prototype to rehabilitate the urban settlement.
Academic functions
Pre-primary school
Vocational training hall
Support facilities
Piligrims guest house (rooms, canteen, dressing room, meditation spaces, meeting hall)
Spaces for music
Market place
RESIDENTIAL AREA
Residential units
Density: 200/400 dwellings/hectare
Rehabilitation of approximately 200/400 Economically Weaker Families
45/90 sq mt. per unit including structure, toilets and building services, max. 4 floors
Units should have possibility of growth and future expansion
Built up area excludes terraces, balconies, verandah, courtyard.
Living + Dining Space
Kitchen + wash area for kitchen
Bedroom
Verandah / terraces
1 General Toilet, Separate W.C. and Bathroom, 1 Basin Space
Commercial space
india_labblog
17 Maggio, 2008

alma mater studiorum università di bologna / facoltà di architettura ‘aldo rossi’
LABORATORIO DI SINTESI FINALE “I LUOGHI DELL’ABITARE.
IDENTITA’ DELLA RESIDENZA CONTEMPORANEA”
Prof. Stefania Rössl, progettazione architettonica e urbana
Prof. Giovanni Leoni, storia dell’abitare nella contemporaneità
Prof. Massimo Sordi, fotografia dell’architettura e del paesaggio
Prof. Piero Zanini, lettura del paesaggio antropologico
Prof. Danila Longo, progettazione esecutiva dell’architettura
Tutor: Arch. Raffaella Sacchetti












