città casa comunità

28 Maggio, 2008

Aldo Rossi sosteneva che “Per occuparci della residenza noi dobbiamo cercare di immaginare tutti i possibili modi di configurazione di questo fatto e tener conto di molteplici variabili. […] La proiezione del rapporto alloggio-famiglia si ha nel rapporto con la comunità di quartiere; da qui l’esigenza di costruire comunità programmate. Queste comunità orientano l’evoluzione della società.[…] Per poter costruire un modello tipologico di un alloggio di questo tipo, noi dobbiamo prima definire a quale standard di vita ci riferiamo; e la questione è difficilmente risolvibile dal momento che non esistono standard naturali; non esistono massimi o minimi naturali, ma massimi o minimi culturali poiché ogni standard rappresenta di fatto una relazione stabile tra diversi standard, ciascuno dei quali riferiti a diversi gruppi sociali.”*

A partire dal tema dell’identità e dalle relazioni di incertezza che essa suggerisce come principio di molteplicità, il Laboratorio di sintesi finale “I luoghi dell’abitare. Identità della residenza contemporanea” intende affrontare una riflessione sulle questioni relative all’insediamento degli uomini e giungere all’approfondimento dei temi legati all’abitazione, in contesto non esclusivamente europeo. In questo senso il corpus interdisciplinare dei corsi che compongono il Laboratorio propone saperi complementari volti al chiarimento, all’interno delle specificità disciplinari, di alcuni termini fondamentali. Verranno analizzati i concetti riferiti ai termini territorio, luogo e paesaggio; città, comunità e casa; identità urbana, progetto e qualità.

 

* A. Rossi, I problemi tipologici e la residenza, in Scritti scelti sull’architettura e la città 1956-1972,  a cura di R. Bonicalzi, Milano 1975.

identità culturale

22 Maggio, 2008

” Lo spazio e il tempo sono due sistemi di riferimento che permettono di pensare le relazioni sociali insieme o isolatamente. (…) Queste dimensioni non hanno altre proprietà che quelle dei fenomeni sociali su cui si fondano.”

Lévi-Strauss, Antropologia strutturale, Il saggiatore, Milano, 1980 (1958 ed. or.)

 

Nel presente coesistono la “contemporaneità” e le infinite stratificazioni del nostro passato, le cui tracce sono profondamente incise nelle molteplici dimensioni del paesaggio storico e culturale che ci contraddistingue. La cultura, straordinario intreccio di conoscenze e progettualità, fonda se stessa su incessanti attraversamenti della dimensione storica e geografica che aprono alla dimensione del presente. Essa si nutre di forme differenti che si moltiplicano all’infinito seguendo le nuove opportunità offerte dai sistemi di comunicazione e dalle nuove tecnologie.
Se una visione contestuale dell’architettura porterebbe a considerare come contemporaneo tutto ciò che il tempo ha sedimentato nell’ambito di una comunità insediata, l’attenzione a diversi contesti potrebbe facilitare la comprensione del presente così come far chiarezza sul nostro passato.
“Si conoscono, segretamente in Indonesia” scriveva Claude Lévi-Strauss, “società che credono a innumerevoli anime risiedenti in ciascun membro, in ciascun organo, in ciascuna giuntura del corpo dell’individuo. Il problema è allora quello di evitare che esse fuggano via, di vincere la loro tendenza costante alla dispersione. Solamente a condizione che esse restino insieme, infatti, l’individuo conserverà la sua identità”. 

Benares

20 Maggio, 2008

Scendiamo dalla barca traballante, e tra le chiglie di altre barche, ci inerpichiamo tra la polvere e i calcinacci, lungo un muraglione che pare sopravvissuto ad un terremoto: raggiungiamo così lo spiazzo, sopra un muraglione lungo una sordida scalinata, dove due roghi stanno bruciando.

Intorno ai roghi vediamo accucciati molti indiani, coi loro soliti stracci. Nessuno piange, nessuno è triste, nessuno si dà da fare per attizzare il fuoco: tutti pare aspettino soltanto che il rogo finisca, senza impazienza, senza il minimo sentimento di dolore, o pena, o curiosità. Camminiamo tra loro, che, sempre così tranquilli, gentili e indifferenti, ci lasciano passare, fino accanto al rogo. Non si distingue nulla, solo del legname ben ordinato e legato, in mezzo a cui è stretto il morto: ma tutto è ardente, e le membra non si distinguono dai piccoli tronchi. Non c’è nessun odore, se non quello, delicato, del fuoco. 

Pier Paolo Pasolini, L’odore dell’India 

Casa per tutti

19 Maggio, 2008

Triennale di Milano
23 Maggio – 14 Settembre 08

L’idea sostanzialmente è di affiancare a una mostra per “esempi” storici, una sezione sulla contemporaneità che presenti e spieghi tutte le più diverse soluzioni di un abitare temporaneo, dalle case d’emergenza alle case autoprodotte, a quelle per utenti speciali (case per studenti, case per ragazze, case per nomadi, case per operai, la casa-abito, etc,), comprese le investigazioni di artisti che hanno posto tale tema al centro del loro lavoro. 
La mostra – che in realtà sarà un laboratorio di nuove proposte- pone al centro i nuovi bisogni che emergono dalle domande di socialità  di comunità o  singoli espropriati degli elementari diritti all’abitare che Zygmunt Barman ha definito in un suo recente studio le “vite di scarto”. Si vuole insomma dare una risposta progettuale – e propositiva – al bollettino di guerra scandito quotidianamente dalle cronache delle nostre città, dalla rivolta delle banlieu francesi alla caccia al rom delle nostre.

 

info 22 maggio

19 Maggio, 2008

Durante il seminario del 22 maggio verrà discusso lo stato di avanzamento del progetto, è necessaria una tavola sintetica ed elaborati schematici e illustrativi dei temi del progetto e dei riferimenti assunti.
Layout quaderno di viaggio solo su file, consegna in formato digitale.

Per proseguire il viaggio tra le culture vi chiediamo di postare i vostri lavori in questa piattaforma globale.

Per farlo vi chiediamo di aprire un blog come quello che state leggendo ora entro mercoledì 28 maggio. Seguite le istruzioni. 


Comparto PRU 3

AFFORDABLE, SUSTAINABLE & HUMANE HABITAT

 

L’area assunta come oggetto di studio si inserisce nel contesto del progetto di riqualificazione del percorso del Fiume Rubicone che a partire dalle prime colline ed attraversando il territorio comunale sfocia nell’Adriatico. Il progetto, denominato “Parco del Rubicone. Un ponte verso il mare”, proposto dal Comune di Savignano, mira alla ridefinizione ambientale ed architettonica delle aree edificate ed ancora libere interessate dal corso del Rubicone. Il valore storico del fiume e la necessità di migliorare le condizioni ambientali del territorio, spesso caratterizzato da aree disomogenee e prive di identità, hanno suggerito l’ipotesi di una conversione di vaste aree da destinarsi a Parco.

L’area del comparto PRU 3, che si affaccia sul fiume Rubicone a est, risulta delimitata a nord dalla linea ferroviaria e in direzione est-ovest dall’attuale tracciato della via Emilia. Se da un lato le aree che rientrano nel progetto di realizzazione del parco del Rubicone costituiscono un’importante occasione per la realizzazione di una estesa superficie verde che dialoghi con il tessuto urbano esistente dall’altro esse si configurano come strumenti utili alla riqualificazione dei manufatti e degli spazi pubblici previsti anche dal piano quadro per il centro storico.

L’ambito destinato al progetto unito al disegno delle aree verdi del parco costituisce dunque l’elemento primario di connessione, in prossimità del corso del fiume, dei tessuti insediativi di margine al centro storico e degli spazi pubblici di relazione.

La necessità è quella di realizzare un insediamento residenziale per nuclei famigliari di diverse fasce che si configuri come nuovo polo per la città. All’interno dell’area scelta ed in relazione ad esso si ipotizza a tale scopo il progetto di un centro culturale di arti visive destinato alla collettività. Il progetto, legato all’ambito locale, dovrà inevitabilmente garantire la fruizione da parte di un pubblico più vasto

Scopo dell’esercitazione è la lettura del nuovo contesto sociale che conduce alla comprensione dello spazio vitale pubblico e privato in cui la comunità possa riconoscersi. La necessità di ridefinire l’accessibilità all’area, gli spazi della sosta, le relazioni tra spazio pubblico e privato porteranno alla scelta di strutture tipologiche residenziali atte a favorire le relazioni sociali della collettività.                 

 

EXTENDED AREA

6 hectares. The area is a peculiar site inside the old city where presence of water delineate the structure of community space.

Residential area

3 hectares Low-density urbane zones. Evolving a affordable housing prototype to rehabilitate the urban settlement.

Support facilities

1,5 hectares
Exhibition gallery
Auditorium
Center of art
Amphitheater 200 persons
Market place 

RESIDENTIAL AREA

Residential units
Density: 35/70 dwellings/hectare
Rehabilitation of approximately 100/200 Economically Weaker Families

45/90 sq mt. per unit including structure, toilets and building services, max. 4 floors
Units should have possibility of growth and future expansion
Built up area excludes terraces, balconies, verandah, courtyard.
Living + Dining Space
Kitchen
Bedrooms
terraces
Bathrooms

 

 

Rejuvenating Textile Mill Precincts

AFFORDABLE, SUSTAINABLE & HUMANE HABITAT

L’area oggetto di studio, che si affaccia sul fiume Sabarmati, si trova in prossimità del nucleo storico della città di Ahmedabad e più precisamente a sud dell’antica cinta muraria di origine islamica ribadita dal disegno del Sardar Bridge. Si tratta di un ex sito industriale di cui rimangono poche tracce e di cui si rammenta il valore simbolico attraverso la presenza della ciminiera dell’antica fabbrica. L’area presenta una vasta estensione libera nella fascia est che confina con le espansioni urbane recenti mentre evidenzia la presenza di un tessuto denso di abitazioni, realizzate in autocostruzione, nella fascia ovest rivolta al fiume. Alcune emergenze architettoniche rilevanti insistono all’interno dell’area: la Moschea di Baba Lalu’i, il crematorio hindu, il disegno di un ghat testimone dell’utilità di una relazione diretta con il fiume. 


Scopo dell’esercitazione è trarre dalla lettura e dalle analisi del contesto sociale ed architettonico le indicazioni utili alla comprensione delle necessità della comunità insediata. A partire da esse saranno infatti formulate le ipotesi progettuali volte alla disegno dello spazio pubblico all’interno del quale la comunità possa riconoscersi. La necessità di ridefinire il sistema di accessibilità dell’area, l’organizzazione degli spazi della sosta, i luoghi dedicati alla ritualità, il significato dello spazio della soglia e con esso le relazioni intrinseche tra spazio pubblico e privato porteranno alla definizione di precisi dispositivi architettonici volti a ribadire il confronto con gli elementi naturali del fiume e del parco. Al fine di sostenere ed incrementare le attività legate alla vita sociale della collettività le strutture tipologiche residenziali adottate, oltre a definire la qualità dello spazio privato della famiglia, mireranno a costruire precise relazioni tra paesaggio costruito e naturale.

EXTENDED AREA

The area is a connection between old city and the industrial site.
The park area becomes the characterizing element to create a relation between river, city and new settlement. 

Residential area

4 hectares medium-density urbane zones. Some interventions on historic fabric are included here. Evolving a affordable housing prototype to rehabilitate the squatter settlement.

Academic functions

Pre-primary school
Primary school
Craft School production unit
Vocational training hall
Library 

Economic functions

Home based Craft production unit

Support facilities

Exhibition gallery
Workshop art and craft spaces
Spaces for music
Amphitheater for 200 persons
Market place
Public park
Sport area 

RESIDENTIAL AREA

Residential units

Density: 100/200 dwellings/hectare
Rehabilitation of approximately 400/800 Economically Weaker Families

45/90 sq mt. per unit including structure, toilets and building services, max. 3 floors
Units should have possibility of growth and future expansion
Built up area excludes terraces, balconies, verandah.
Living + Dining Space
Kitchen + wash area for kitchen
Bedroom
Verandah / terraces
1 General Toilet, Separate W.C. and Bathroom, 1 Basin Space
Adjoining properties
Commercial space 

 

aree di progetto: Varanasi

17 Maggio, 2008

 

Suraj Kund area

AFFORDABLE, SUSTAINABLE & HUMANE HABITAT

L’area assunta come oggetto di studio si colloca all’interno della città antica, tra i quartieri di Dasashwamedha e Goudalia. Il tessuto urbano, particolarmente denso è caratteristico della struttura della città di Varanasi che si distingue per il suo sviluppo esclusivamente lungo la sponda sinistra del fiume Gange, rivolta ad est, al levare del sole. Acqua e sole, elementi che assumono un valore sacro in questo luogo, si configurano come riferimenti vitali per la città. La necessità per l’uomo di rapportarsi alla natura mediante specifici rituali che vedono la presenza dell’acqua e del sole, ha portato alla realizzazione di precisi dispositivi architettonici atti a favorire tale relazione. Tipiche delle zone aride dell’India ma anche delle aree sacre dei grandi templi del sud le cisterne (kund, tank, baoli, wav…), bacini di raccolta dell’acqua ad uso civile e sacro, sono presenti anche a Varanasi, città del tutto rivolta al fiume da cui trae origine.

Situata a nord-ovest della città la Suraj kund o Cisterna del Sole, deriva il suo nome dalla presenza di un piccolo padiglione-tempio collocato nei suoi pressi. Il sole, suraj o suraj narayan, anticamente venerato dalle popolazioni arya insediate a Kashi, letteralmente città della luce o la luminosa, nella sua forma naturale è riconoscibile ancora oggi attraverso forme simboliche scolpite nella pietra. In molte parti della città è infatti rintracciabile, sotto forme differenti, l’espressione di tali simboli.

La presente esercitazione si prefigge di ridefinire l’area interessata dalla presenza della kund attraverso l’elaborazione di un progetto che miri alla riqualificazione dell’intero sito, a partire dalla rifunzionalizzazione della grande vasca.

Un tempo utilizzata per abluzioni purificatorie l’acqua contenuta nella grande cisterna possedeva caratteristiche taumaturgiche e terapeutiche, a tale scopo il luogo veniva frequentato da migliaia di pellegrini che trovavano ospitalità nei pressi dello spazio sacro.

L’attuale assetto manifesta caratteristiche di totale degrado sia nella struttura architettonica di contenimento che nel controllo delle condizioni dell’acqua presente al suo interno che, utilizzata soltanto per l’abbeveraggio degli animali, ha completamente perduto le originarie caratteristiche funzionali e simboliche.

Scopo dell’esercitazione è la lettura del contesto sociale e architettonico del sito finalizzata alla formulazione di ipotesi utili alla comprensione dello spazio vitale, pubblico e privato, in cui la comunità possa riconoscersi. La necessità di ridefinire l’accessibilità all’area, gli spazi dedicati alla sosta, i luoghi dei riti, l’interpretazione dell’elemento della soglia, le relazioni tra spazio pubblico e privato porteranno alla scelta di strutture tipologiche residenziali atte a favorire le relazioni sociali della collettività. In tal modo dal disegno dello spazio privato della casa, destinato ai singoli nuclei famigliari, o dalla definizione della casa collettiva, destinata alle famiglie dei pellegrini che necessitano di essere ospitati in città, verranno dedotti i principi utili alla riqualificazione spaziale e funzionale dell’attuale spazio pubblico.

EXTENDED AREA

1 hectare. The area is a peculiar site inside the old city where presence of water delineate the structure of community space.

Residential area

High-density urbane zones. Some interventions on historic fabric are included here. Evolving a affordable housing prototype to rehabilitate the urban settlement.

Academic functions

Pre-primary school
Vocational training hall

Support facilities

Piligrims guest house (rooms, canteen, dressing room, meditation spaces, meeting hall)
Spaces for music
Market place

RESIDENTIAL AREA

Residential units
Density: 200/400 dwellings/hectare
Rehabilitation of approximately 200/400 Economically Weaker Families

45/90 sq mt. per unit including structure, toilets and building services, max. 4 floors
Units should have possibility of growth and future expansion
Built up area excludes terraces, balconies, verandah, courtyard.
Living + Dining Space
Kitchen + wash area for kitchen
Bedroom
Verandah / terraces
1 General Toilet, Separate W.C. and Bathroom, 1 Basin Space
Commercial space 

india_labblog

17 Maggio, 2008

alma mater studiorum università di bologna / facoltà di architettura ‘aldo rossi’  

LABORATORIO DI SINTESI FINALE “I LUOGHI DELL’ABITARE.
IDENTITA’ DELLA RESIDENZA CONTEMPORANEA” 

Prof. Stefania Rössl, progettazione architettonica e urbana
Prof. Giovanni Leoni, storia dell’abitare nella contemporaneità 
Prof. Massimo Sordi, fotografia dell’architettura e del paesaggio
Prof. Piero Zanini, lettura del paesaggio antropologico
Prof. Danila Longo, progettazione esecutiva dell’architettura
Tutor: Arch. Raffaella Sacchetti